Domenica XXVIa T.O. – B

(Tempo di lettura previsto: 7 minuti)

 

Seconda Settimana: da qualche parte tra Coimbra e Porto

090915

 

In Ascolto del Vangelo secondo San Marco 9,38-43.45.47s
Giovanni gli disse: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi.
Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.
Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue».

 

Vangelino da niente, questa domenica, anche se purtroppo i liturgisti o chi per essi ne hanno fatto un po’ un taglia/incolla..
Comunque nella prima parte ci viene ricordato che Gesù, diciamo é di “manica larga”, e mai ha sopportato confini o feudi.. “Noi e loro, quelli e questi, lontani e vicini.. ” (come non pensare alle nostre parrocchie spesso asfittiche è troppo preoccupate di fare e dire che si fa?).
Ma su questo i mie più affezionati gocciolati lettori sanno che.. insomma non vorrei ripetermi..
Gesú poi, quasi a voler essere ancora più chiaro ci fa l’esempio del bicchier d’acqua: Caro..
Immagine poetica, luminosa, evocativa. Ci fa quasi trasognare.. prima del tracollo: stiamo ancora mescolandoci nel brodo di giuggiole che ci va di traverso tutto.
La macina al collo? Per chi come me.. le “macine” adora inzupparle nel latte, prenderle su intere col cucchiaio e farsele esplodere in bocca.. c’è poco da stare tranquilli..
E poi quella pedante descrizione minuziosamente chirurgica nell’elenco delle parti del corpo.. a voler ben ribadire.. e che diamine.. ne verremmo fuori come l’Emmenthal..
Quello stesso bambino messo al centro domenica scorsa come monito e insegnamento oggi decide di noi.. nel bene e nel male, insomma.. scandalo: se non ricordo male si tratta letteralmente di “inciampo”: qualcosa che ostacoli il mio essere come quel bambino, insomma.. significa innanzitutto riconoscersi in un qualcosa di più grande, bello e nobile di noi, una dignità maggiore che Lui ci consegna e che noi dobbiamo accogliere, come prima buona notizia, senza falsi pudori e facendo pace con l’autostima..
Quante volte qualcuno mi dice di non credere.. cerco di dirgli che nemmeno io credo in quel Dio in cui lui dice di non credere..
La cosa più importante non é credere in Dio, ma credere che Lui crede in me. (L’indicativo mi pare più incisivo del congiuntivo, chiedo venia ai puristi..)
Da qui allora prendiamo il largo, come una macina, maestosa nella tazza di latte.. e riconosciamo qualche scoglio duro che in noi ostacoli, ci faccia inciampare.. sia zavorra.
Nel nostro sguardo, nella memoria magari ferita e incancrenita, nell’agire quotidiano generoso e disponibile, nel saper andare con coraggio e per primo verso..
Riusciamo insomma a chiamare per nome qualche nostro peccato o connivenza?
Non disperiamo.. chiamiamola per nome.. sarà come lasciarla immergere, inzuppare nel latte della misericordia di Dio Padre.. ( o a questo punto madre?).
Offriamogli intanto questa nostra disponibilità.. il resto lo offre Lui a noi.
Obrigado.Adeus.

Domenica XXVa T.O. – B

(Tempo di lettura previsto: 6 minuti)

 

Prima Settimana: da qualche parte tra Lisbona e Fatima

090915

 

In Ascolto del Vangelo secondo San Marco 9, 30-37
Partiti di là, attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.
Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti». E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».

 

Tutte le volte che Gesù va dritto e schietto al nocciolo – consegnato, ucciso.. insomma, non un cristianesimo di successo avvincente ne popolare.. –  guarda caso non lo capiscono o fanno finta di niente. E già questo sarebbe sufficiente..
Ognuno di noi ha dei tasti tabù su cui il buon Jesus non può suonare, (le nostre zone franche, i tiepidumi infrattati nelle nostre coscienze, i “massssiiiì, cosa vuoi che sia”), e stiamo meglio ignoranti come gli ippopotami, sotto acqua fino al naso, per non morire.. meglio non sapere, non chiedere, non disturbare, “far finta di essere sani” avrebbe cantato Zio Gaber (quanto mi manchi, Signor G..- aggiungerei anche la “G” e basta ma.. quien sabe?)
Ad ogni modo, lungo la strada avevano discusso.
Io di strada ne sto facendo parecchia in questi giorni e di tempo per pensare e riflettere ne ho parecchio: personalmente sto rivedendo i miei 5 anni sandonatesi, ma credo che ciascuno, se rientra un attimo in sè stesso, possa ripensare a precisi ambiti della propria vita, no? Lavoro, famiglia, servizio in parrocchia o simili.. semplici appartenenze. Magari non mi son chiesto se “sono stato grande”. Suvvia, lo sappiamo, non si fa! Ma magari.. stemperandolo, concretizzandolo.. efficiente, in gamba, apprezzato, corretto, giusto? Riconosciuto, bravo, meritevole, lodabile, meglio di quello là che.. più originale di questo.. cose umane, no? Criteri di valutazione.
Se la gente mi cercava e perché.. se ho fatto, detto, accolto.. risolto. Cose normali, giusto?
E non ho salutato questo e non mi é nemmeno venuto a salutare l’altro.. che ingrato.. e nessuno ha risposto a quel sms o alla mail, no?
E il mattacchione mette al centro un bambino.. porca miseria.. un bambino!
Lo so, la sappiamo la storiella.. pagina famosa, ma quando inizieremo a farla nostra?
E a me, con tutto rispetto, mi verrebbe da mandarLo a quel paese. Un bambino.
Poi mi guardo attorno, sono le 20.30 e mi trovo in un centro commerciale sperso in mezzo al Portogallo, unico punto munito di linea wi-fi per spedire puntualmente la Goccia.. e c’è un bambino che gioca a calcio tra i 4 negozi.. rompendo le balle a noi 5 presenti.. e non lo sa che può giocare quanto vuole tra negozi e commesse, camerieri e vetrine, in questo squallido misero centro commerciale in un posto dimenticato daDdddddio.
Perché Dio non si dimentica nessuno e lo fa mettere da suo figlio Gesú, al centro di quella masnada di fresconi che si era scelto come apostoli (e ancora oggi come cani da pastore, per quanto mi riguarda..).
Ultimo e servitore.. Azz! Passi servitore, che giá… ma l’ultimo????
E chissenefrega che gli ultimi saranno i primi, quella è un’altra storia..
Ma quanto ci misura la pressione questa pagina.. ci fa arrabbiare o ci fa chiudere e uscire dalla mail.. o ci commuove..
Sarà la stanchezza, cari gocciolati.. ma a me, stasera.. questa pagina commuove eccome.. e a voi?

Adeus!

Domenica XXIVa T.O. – B

(Tempo di lettura previsto: 5 minuti)

090915

 

In Ascolto del Vangelo secondo San Marco 8,27-35
Poi Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia e altri uno dei profeti». Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.
E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».
Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà.

 

Carissimi Gocciolati..
Sono giorni un po’ speciali, questi per me: pulsa forte ancora il cuore pensando alla cara città di San Donà lasciata da poco più di 24 ore. Le emozioni delle feste di saluto vissute assieme, il calore della gente, la stima respirata con l’affetto e la complicità. Nel sito della parrocchia, mi hanno avvisato, son perfino presenti le tracce audio dell’ultima omelia e del saluto. Grazie a tutti..
Ho di fronte, poi, il cammino verso Santiago de Compostella, che inizierò da Lisbona, attraversando il Portogallo, entrando in Galizia e raggiungendo la stessa Santiago per poi spingermi sulla costa fino a Finisterre.. credo si tratti circa di poco più di 800 km.
Parto questa notte quindi urgono preparativi e organizzazioni varie.. tornerò in Italia il 12 ottobre. Pensatemi..
Diverse persone mi hanno chiesto che fine faranno le Gocce. Troppo buoni: le gocce continueranno a disturbarvi (verbo non casuale.. il vangelo ci disturbi pure..)
oltre l’esperienza di San Donà. Il blog 29febbraio è mio personale. Fatene buon uso!
Durante il mese mi sto organizzando per spedire ugualmente le stesse Gocce che avranno, potrete comprenderlo, un tono un po’ più essenziale.
Non viaggerò con un pc portatile ovviamente ma solo con il mio iphone da cui cercherò di fare del mio meglio.
Non metterò foto sul blog, non sono un blogger.. (non ne sarei capace ne mi va di farlo). Manderò a qualcuno qualche whatsapp.. e basta.
Con un vangelo come questo.. volete pure la Goccia? Mi volete davvero umiliare. Non vi pare fin troppo esplicito, crudo, schietto?
Gesù guardingo chiede conto del gossip su di lui.. e poi li inchioda a prendersi la responsabilità della propria risposta personale di fede.
Da.. come parlano di GesùDioChiesaVaticanPreti.. al lavoro, in classe, in famiglia, in spogliatoio, a Zumba, per strada..
a.. e io? So parlare solo dei logori valori della religione cattolica? So dire solo cose, prestazioni?
Pietro mi ricorda la chiesa quando mette da parte Gesù o il vangelo.. miscelandolo di buonsenso, di luoghi comuni, di compromessi e tiepidezze varie. Lo annacqua.
Il vangelo puro è da vertigini, inebriante e soprattutto.. incredibilmente scomodo. Questo accade anche nelle nostre parrocchie e vite ordinarie. Nei nostri matrimoni e funerali “in ciesa”.
Rischiamo di lasciare Gesù appeso al crocifisso della chiesa dove ci siamo sposati e ci facciamo travolgere dai “risi” uscendo.. o dall’incenso.
Ma Lui vorrebbe tanto venire con noi.. ha promesso la Sua grazia a quella coppia.. e la Sua risurrezione.. a quella famiglia segnata dal lutto.
Carissimi: questa domanda facciamocela spesso. Sarà come guardarsi allo specchio e capire.. ascoltare, ripartire.
Andare dietro di lui.. sentire che siamo nel suo specchietto retrovisore.. pensare come Dio..
Bellissimo. Noi daremmo ragione a Pietro.. pensa da uomo.. e che dovrebbe fare altrimenti?
Gesù vuole che impariamo a pensare come Dio, col suo stesso amore, con misericordia, mitezza, bontà, audacia, fantasia..
Mette in imbarazzo solo a pensarlo. Come si fa? Come faccio a pensare come Dio?
Forse iniziando a mettere Gesù davanti.. alle mie scelte, sentirlo accanto, confrontarmi con Lui, chiedere per le mie scelte.. camminargli dietro e a fianco..
Io intanto inizio a camminare.. fate i bravi! Pregate per me.