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Seconda Settimana: da qualche parte tra Coimbra e Porto
In Ascolto del Vangelo secondo San Marco 9,38-43.45.47s
Giovanni gli disse: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi.Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue».
Comunque nella prima parte ci viene ricordato che Gesù, diciamo é di “manica larga”, e mai ha sopportato confini o feudi.. “Noi e loro, quelli e questi, lontani e vicini.. ” (come non pensare alle nostre parrocchie spesso asfittiche è troppo preoccupate di fare e dire che si fa?).
Ma su questo i mie più affezionati gocciolati lettori sanno che.. insomma non vorrei ripetermi..
Gesú poi, quasi a voler essere ancora più chiaro ci fa l’esempio del bicchier d’acqua: Caro..
Immagine poetica, luminosa, evocativa. Ci fa quasi trasognare.. prima del tracollo: stiamo ancora mescolandoci nel brodo di giuggiole che ci va di traverso tutto.
La macina al collo? Per chi come me.. le “macine” adora inzupparle nel latte, prenderle su intere col cucchiaio e farsele esplodere in bocca.. c’è poco da stare tranquilli..
E poi quella pedante descrizione minuziosamente chirurgica nell’elenco delle parti del corpo.. a voler ben ribadire.. e che diamine.. ne verremmo fuori come l’Emmenthal..
Quello stesso bambino messo al centro domenica scorsa come monito e insegnamento oggi decide di noi.. nel bene e nel male, insomma.. scandalo: se non ricordo male si tratta letteralmente di “inciampo”: qualcosa che ostacoli il mio essere come quel bambino, insomma.. significa innanzitutto riconoscersi in un qualcosa di più grande, bello e nobile di noi, una dignità maggiore che Lui ci consegna e che noi dobbiamo accogliere, come prima buona notizia, senza falsi pudori e facendo pace con l’autostima..
Quante volte qualcuno mi dice di non credere.. cerco di dirgli che nemmeno io credo in quel Dio in cui lui dice di non credere..
La cosa più importante non é credere in Dio, ma credere che Lui crede in me. (L’indicativo mi pare più incisivo del congiuntivo, chiedo venia ai puristi..)
Da qui allora prendiamo il largo, come una macina, maestosa nella tazza di latte.. e riconosciamo qualche scoglio duro che in noi ostacoli, ci faccia inciampare.. sia zavorra.
Nel nostro sguardo, nella memoria magari ferita e incancrenita, nell’agire quotidiano generoso e disponibile, nel saper andare con coraggio e per primo verso..
Riusciamo insomma a chiamare per nome qualche nostro peccato o connivenza?
Non disperiamo.. chiamiamola per nome.. sarà come lasciarla immergere, inzuppare nel latte della misericordia di Dio Padre.. ( o a questo punto madre?).
Obrigado.Adeus.
