XVIIIa T.O. – Anno C

Hanno chiesto al Dalai Lama
“Che cosa L’ha sorpresa di più dell’Umanità?”
E Lui ha risposto:
“Gli Uomini.. perché perdono la salute per fare soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute.
Perché pensano tanto ansiosamente al futuro che dimenticano di vivere il presente in tale maniera che non riescono a vivere né il presente né il futuro.
Perché vivono come se non dovessero morire mai e perché muoiono come se non avessero vissuto mai.”

Unknown

Lettura dal Vangelo secondo Luca 12, 13-2
Uno della folla gli disse: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?». E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».

Due fratelli non riescono a mettersi d’accordo. Questione di “schei” (cfr. soldi, per i non veneti..).
Speriamo al limite che il genitore mancato.. lo fosse da tanto tempo.
Quanto è triste, tante volte, percepire che quello è il primo vero interesse.. di fronte al lutto di un famigliare.. e come avvoltoi già ci si chiede “quanto..”
Curioso notare come l’eredità, cioè qualcosa che va diviso.. in realtà sia essa stessa a dividere!
La sottile bramosia di denaro che si fa calcolo, previsione, desiderio.
Quanto è rassicurante. Già ci sentiamo meglio. Più sicuri di noi, delle nostre possibilità, del futuro. Può succedere che.. ma io intanto mi son prevenuto.
Abbiamo letto tutti con molta attenzione, da piccoli, la storia della cicala e della formica.
Gesù non se la prende certo coi doni, coi beni, con la ricchezza.
L’ideale cristiano mica è una vita miserabile.
La ricchezza non è un male, Gesù mai l’ha condannata.
Ha solo e sempre messo in guardia dall’effetto che essa può produrre nei cuori.
L’ideale cristiano.. non è essere poveri ma LIBERI..
Avere un cuore libero.. che usa dei beni, delle ricchezze, delle proprie conquiste.. con libertà.
Accumulare “per sè”.. non serve.
A poco a poco se ne diventa schiavi, come Paperon de Paperoni.

Si gioca qui un approccio alla realtà e alla vita:
passare da uno sguardo che sia di possesso, accumulo, consumo, diritto.. di proprietà egoistica e miope.. ad una percezione di opportunità.. per me, per noi..
La terra, le sue risorse, il lavoro.. come miniere da spremere per accumulare per me.. A delle opportunità, delle responsabilità che mi sono date da Dio per fare del mio meglio per me e per gli altri, per lasciare il mondo meglio di come l’abbiamo trovato (sir B.Powell).
Allora qui ne va del modo di lavorare, di vivere, di usare dei beni. Io li uso.. perchè son miei e me li sono conquistati.. o sono loro a usare me?
Dio ci ha creati per collaborare con Lui alla creazione. Attraverso il nostro lavoro, fatto “cristianamente” noi lo possiamo fare.
Sentire la responsabilità di essere suoi strumenti. Possiamo col nostro lavoro e il nostro stile di vita custodire e migliorare il Creato, il mondo, la società nel suo nome.
Responsabilità, dono, opportunità.. non miniere..
Del doman non ve’ certezza..
Dai MIEI diritti.. alle NOSTRE opportunità..
Da una vita come mia.. tutta mia in cui vivo come se Dio o la morte non esistessero e ciecamente accumulo, corro, accaparro, mi riempio senza saperne ormai nemmeno perchè..
ad una vita percepita come un dono, una opportunità che mi viene offerta per “esserci” in un certo modo, per un certo scopo, con un certo stile, per un determinato fine..

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XVIIa T.O. – Anno C

29.L'amico inopportuno

Lettura dal Vangelo secondo Luca 11, 1-13
Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione».
Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”, e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

Non ho fatto le preghiere, non ho pregato come dovrei, non ho tempo per pregare.. quante frasi nascondono in realtà una nostra cattiva abitudine alla preghiera e soprattutto un rapporto distorto e dis-umano con Dio.
Quasi dovessimo quotidianamente stordirlo a colpi di richieste o padrinostri recitati meccanicamente, di avemarie furibonde e narcotiche..
Lui sta davvero bene lo stesso.
Basterebbe stare un attimo in silenzio e sentire che effetto fa dirGli “Padre” e magari ripeterglielo un po’ di volte.. fino a sentirsi smantellare in noi paure, barriere, rigidità, scetticismi.
Dirgli magari anche noi “insegnaci a pregare”..e non a fare le preghiere della sera.. E’ l’unico modo in cui Gesù ci ha parlato di Dio. Quello che vorremmo inconsciamente evitare.. glissare.. che facciamo fatica..
Il diritto del quale ci priviamo più volentieri perchè preferiamo frequentare e convincerci di ben altre immagini su di Lui.. perchè dei valori si possono gestire e ci si può arrangiare.. ma con una persona ti devi mettere in discussione..
Mi permetto infine di far notare una traduzione molto migliore, finalmente della frase del padrenostro.. su cui ora siamo chiamati a riflettere “Non abbandonarci nella tentazione” .. piuttosto che indurre..

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XVIa T.O. – Anno C

mani

Lettura dal Vangelo secondo Luca 10, 38-42
Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

Marta e Maria: fare ed essere. Volontariato volontarismo e attesa, contemplazione. Don Tonino Bello suggeriva di essere “contemplattivi” con due t..
saper avere il gusto del silenzio, della riflessione, del farsi spazio e autorizzarsi a vivere con un certo stile umanizzante.. ma darsi anche da fare.. avere nel cuore il fuoco sacro dell’impegno, dello spendersi, del mettersi in gioco e sporcarsi le mani e metterci la faccia. Ben sapendo perchè, per quale valore.
Ma se prima non hai fatto silenzio e ascoltato, come Maria.. rischierai come Marta di affannarti a vuoto.. anche se all’inizio i risultati sembreranno non mancare.
Marta e Maria.. immagini di due polmoni con cui imparare a respirare bene per vivere davvero meglio.
La tua vita tiene conto di questi due polmoni? Come? Perchè?
Hai scelto di vivere in modo umanizzante?

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